Parliamo di… Autoaccettazione

Por Jeremy Godwin

Cos’è l’autoaccettazione? In che modo influisce sulla tua salute mentale e sul tuo benessere? E come puoi imparare ad accettare di più te stesso? Ecco di cosa parlo questa settimana qui su… Let’s Talk About Mental Health — il podcast settimanale sulla cura del proprio benessere, con idee semplici da mettere subito in pratica. Quindi, mettiti comodo e parliamo di salute mentale…

Ascolta questo episodio su Spotify:

Leggi la trascrizione completa dell’episodio:

Questo episodio del podcast è stato originariamente rilasciato il 6 novembre 2022.

Ciao e benvenuto all’episodio 154, e grazie mille per esserti unito a me mentre parlo di accettazione di sé e salute mentale!

Sono Jeremy Godwin e condivido idee semplici per una migliore salute mentale.

Ho passato la maggior parte del 2010 ad affrontare ansia e soffrire di depressione, arrivando ad un esaurimento nervoso alla fine del 2011, che mi ha portato a voler saperne di più sulla mia salute mentale… così sono tornato a scuola e ho iniziato a studiare psicologia e sociologia, e ora condivido semplici consigli sulla salute mentale su come migliorare il tuo benessere, consigli da parte di qualcuno che capisce davvero cosa vuol dire affrontare le sfide della salute mentale.

Ogni settimana mi focalizzo su come migliorare un aspetto specifico del tuo benessere. In questo episodio parlerò di cos’è l’accettazione di sé (e di cosa non lo è), perché l’accettazione di sé è importante e come costruire la propria accettazione di sé. Allora, parliamo!

Introduzione

Nel 1988 la band britannica Fairground Attraction dichiarò: “Deve essere perfetto, deve valerne la pena” e se è così allora sono in un mare di guai perché sono tutt’altro che perfetto.

E sai cosa?! Mi sento del tutto in pace con me stesso per questo!

Mi ci è voluto molto, molto tempo – in effetti, tutta la mia vita – per raggiungere il punto in cui sono ora, ora che mi piace davvero la persona che sono e in cui sono in grado di praticare l’accettazione nei confronti di me stesso, continuando comunque ad impegnarmi e migliorare quegli aspetti della mia personalità che vorrei migliorare (ad esempio, sono una persona molto impaziente e talvolta irascibile, e ora sto imparando piano piano ad usare queste qualità per il meglio, invece di sentirsi male per loro).

Il punto in tutto questo è che ognuno di noi può scegliere nella vita: o lottiamo contro la nostra vera natura in questo momento, che inevitabilmente ci porterà a stare male con noi stessi (perché la nostra vera natura è quella, non importa quanto la eviti) oppure possiamo scegliere di fare pace con questa – sì, difetti e tutto il resto – per mostrarci gratitudine, compassione e dignità, che a loro volta ci danno la capacità di affrontare gli aspetti che non ci piacciono di noi stessi. E a questo punto probabilmente stai pensando: “Aspetta, cosa? Pensavo che l’autoaccettazione significasse accettare pienamente chi sono… quindi perché dovrei avere aspetti che non mi piacciono?!” e se è così, allora è un’ottima domanda a cui risponderò tra un po’, ma non adesso. Come mai? Perché prima passerò in rassegna alcune definizioni; allora parliamo di…

Cos’è l’autoaccettazione?

Quindi, l’autoaccettazione riguarda la tua capacità di accettare e accogliere incondizionatamente tutti i tuoi diversi attributi, indipendentemente dal fatto che tu li percepisca come positivi o negativi. Si tratta di riconoscere che tutti abbiamo difetti, tutti commettiamo errori e tutti abbiamo aspetti di noi stessi che riteniamo debbano essere migliorati, ma sentirci generalmente soddisfatti riguardo chi siamo in questo momento invece di farci guerra psicologicamente . Significa riconoscere che siamo tutti esseri imperfetti e che è la nostra capacità di crescere, migliorare noi stessi ed evolvere che ci definisce veramente come esseri umani.

In breve, l’accettazione di sé consiste nell’accogliere la tua vera natura, difetti e tutto il resto, e poi lavorare per crescere un po’ ogni giorno in modo da poter agire per essere la migliore versione di te stesso possibile (che, tra l’altro, è un viaggio di una vita e non una meta magica dove si riceve un attestato e una medaglia d’oro, per poi passare il resto della vita spaparanzati a bere cocktail o analcolici… perché il lavoro non finisce mai!).

Quindi che cosa non è l’accettazione di sé. Primo, l’accettazione di sé non coincide esattamente con l’autostima, principalmente perché l’autostima è molto focalizzata sulla tua capacità di vedere e riconoscere il tuo valore come essere umano (in termini sia per te stesso che per il mondo in generale), e così è piuttosto focalizzato sull’esterno, mentre l’accettazione di sé è una cosa molto intima e interna; è una sensazione di tranquillità e serenità di auto riflessione e contemplazione in cui puoi vedere tutti i tuoi aspetti in quanto persona – il buono, il cattivo e tutto il resto – e dove puoi accettarli (e per favore tieni a mente che ‘accettare’ qualcosa non significa per forza che ti debbano piacere o che li approvi; significa semplicemente che non cerchi di opporti alla realtà… che è qualcosa di cui ho parlato sia nell’episodio 36 sull’accettazione che nell’episodio 65 sulla resistenza).

E poi, in secondo luogo, spero di non aver bisogno di dirlo ma lo dico lo stesso: l’accettazione di sé non è una scusa per essere antipatici o arroganti verso gli altri perché pensi di essere il numero uno o di essere più meritevole di qualcun altro; invece, si tratta di essere in grado di riconoscere che ogni singola persona in questo mondo ha qualcosa di positivo da offrire, se sceglie di contribuire in modo positivo, e quindi concentrarsi sul proprio giardino invece di preoccuparsi di ciò che le altre persone stanno facendo nel loro. Fondamentalmente, quello che sto cercando di dire è di non lasciare che la tua accettazione di te stesso ti esalti così tanto da iniziare poi a comportarti in modo odioso… perché non abbiamo davvero bisogno di quel tipo di energia nel mondo!

Prendiamoci un momento per parlare di accettazione di sé condizionata e incondizionata. Per molti di noi che sono cresciuti in un contesto famigliare difficile o che hanno vissuto brutte situazioni a scuola, l’accettazione non dipendeva da noi, ma dagli altri; in altre parole, per ‘adattarci’ o per proteggerci (o entrambi) dovevamo adattarci a ciò che le altre persone si aspettavano o chiedevano da noi. Questo è un tipo di istinto di sopravvivenza che entra in gioco (ed è una grande parte del motivo per cui le scuole superiori sono un focolaio di pugnalate alle spalle e cricche, perché nella nostra adolescenza tutti cerchiamo di capire quale sia il posto giusto per noi e cerchiamo di fare di tutto per non essere respinti a causa del nostro essere ‘diversi’ o ‘strani’). Più ci sentiamo costretti a modificare chi siamo per essere accettati dagli altri, più impariamo direttamente o indirettamente che l’accettazione non è incondizionata; cioè, dobbiamo soddisfare determinati criteri per essere considerati degni. E, come probabilmente puoi immaginare, ciò tende a essere abbastanza dannoso per la tua capacità di amarti e rispettarti per quello che sei veramente (soprattutto se cerchi di nascondere la tua vera natura e ti senti costretto a metterla daparte per adattarti agli altri, sia a scuola che a casa), e tutta quella roba ce la portiamo dietro fino all’età adulta; è il motivo per cui vedrai ancora persone di mezza età fare zizzania sul posto di lavoro e ostracizzare le persone che non soddisfano gli standard che richiedono, o il motivo per cui potresti notare che i tuoi genitori potrebbero avere difficoltà ad accettare le tue scelte di vita o la tua identità. Come specie siamo stati condizionati nel corso di migliaia e migliaia di anni a conformarci per adattarci, cosa necessaria per la nostra sopravvivenza, quindi, è un compito arduo chiedere a noi stessi di mostrarci un’auto accettazione incondizionata così all’improvviso.

Ma ecco il punto: puoi accettare te stesso per quello che sei veramente, oppure puoi passare il resto della tua vita a combattere con te stesso e sentirti orribile. La scelta è tua, ed è la scelta che fai che darà forma a ciò che accadrà dopo.

Quindi, con tutto questo in mente, ora parliamo di…

Perché l’autoaccettazione è importante

E la breve risposta a questa domanda è la stessa che ho dato la scorsa settimana nell’episodio 153 sull’autocompassione: il modo in cui ti tratti modella direttamente la tua salute mentale e il tuo benessere. Questo è esattamente il motivo per cui ho realizzato questa serie di quattro parti sul modo in tratti te stesso, perché la relazione che hai con te, sarà l’unica che avrai sicuramente per il resto della tua vita, e quindi potresti anche renderla positiva ed essere solidale con te stesso, invece di fare il prepotente con te o essere costantemente critico e cattivo nei tuoi confronti!

Secondo un articolo del Virginia Department of Health, e cito:

“L’auto-accettazione è legata alla felicità; più accetti te stesso, più felicità accetti e godi. Altri benefici includono una diminuzione dei sintomi depressivi, il desiderio di essere approvati dagli altri, la paura del fallimento e l’autocritica, nonché un aumento delle emozioni positive, del senso di libertà, dell’autostima, dell’autonomia.

Senza accettazione di sé, è probabile che il tuo benessere mentale ne risenta. Ad esempio, sei meno in grado di controllare lo stress e l’ansia. Il modo in cui ci sentiamo riguardo a noi stessi ha un impatto sia sulla salute psicologica che sul raggiungimento degli obiettivi futuri. L’accettazione di sé ti aiuterà a raggiungere l’auto-miglioramento… [e la ricerca] mostra che alti livelli di accettazione di sé possono anche portare a una minore concentrazione sui propri aspetti negativi e una maggiore probabilità di impegnarsi in atti di amor proprio”.

E troverai quell’articolo collegato nella trascrizione su letstalkaboutmentalhealth.com.au/episodes che è disponibile in inglese, spagnolo e italiano, e se ti iscrivi alla mia mailing list gratuita avrai le mie trascrizioni nella tua casella di posta ogni settimana… e troverai il link del mio sito web collegato nella descrizione dell’episodio. [Trova l’articolo qui: https://www.vdh.virginia.gov/workforce-wellness/wellness-topics/self-acceptance/]

Quindi, oltre al punto che ho spiegato prima, solo perché accetti chi sei ora, ciò non significa che ti debba piacere tutto di te stesso; significa semplicemente che stai accettando la realtà di chi sei e di chi non sei in questo momento… e la cosa buona è che la realtà può sempre essere cambiata, con tempo necessario, con l’impegno e la perseveranza (più un sacco di pazienza!).

Siamo tutti un work in progress – ognuno di noi – e tutti abbiamo punti di forza proprio come tutti abbiamo opportunità di sviluppo o aree in cui potremmo aver bisogno di crescere per migliorare le nostre capacità o aumentare la nostra soddisfazione generale nella vita. Ma prima di poter lavorare su quegli aspetti di te stesso su cui vorresti migliorare, devi partire con l’accettare di te stesso e accogliere incondizionatamente la tu vera natura, per crescere in modo più positivo… piuttosto che cercando costantemente di “aggiustarti”, il che ti porta solo a diventare autocritico e scortese con te stesso.

La differenza qui è nella tua mentalità e nel tuo approccio; in altre parole, se ti avvicini a quel tipo di lavoro di autosviluppo e miglioramento personale da un punto di partenza negativo o positivo. Se è un focus negativo, come quando potresti iniziare una dieta drastica perché non ti piace il tuo aspetto, allora sarai focalizzato negativamente… ed è allora che le nostre paure e insicurezze entrano in gioco, il che ci fa sentire peggio con noi stessi. Ma quando smetti di lottare contro la realtà delle cose – contro la tua vera natura, difetti e tutto il resto – allora puoi gentilmente aprirti la strada verso i cambiamenti in un modo molto più positivo e realistico… e quei cambiamenti tendono ad essere molto più efficaci, e sostenibili, a lungo andare.

Quindi, l’autoaccettazione gioca un ruolo vitale nel modo in cui ti vedi e come ti senti riguardo a te stesso, che a sua volta ha un effetto positivo sul tuo benessere generale. Allora come puoi accettare di più te stesso? Bene, entriamo nella parte di “come fare a…” di questo episodio e parliamo di…

Come costruire la propria accettazione di sé

OK, prima di tutto: costruisci autoconsapevolezza, perché più conosci te stesso, meglio conoscerai te stesso! Proprio come so (e accetto) di essere una persona a cui piace molto giocare con le parole (e lo faccio praticamente in ogni episodio…!), quando sai chi sei e chi non sei, sei in grado di accettare con più facilità ogni sfumatura di te stesso: i tuoi pregi, i tuoi difetti e tutto il resto. Ricorda quello che ho detto prima sull'”accettazione”: non significa che devi amare tutto di te stesso; mi piaccio, ma ho anche molte cose che voglio cambiare o migliorare, ed è proprio perché mi piaccio e mi accetto che posso fare una valutazione oggettiva di queste cose e voglio anche impegnarmi, ogni giorno per volta, a migliorare a poco a poco. Ho parlato di come costruire una maggiore consapevolezza di sé nell’episodio 62, quindi ti consiglio vivamente di dare un’occhiata, inoltre c’è anche un capitolo a riguardo nel mio libro, Let’s Talk About Mental Health (Volume One), che è disponibile su Amazon e Apple Books e ho lasciato il link nella descrizione dell’episodio. OK, procediamo con…

Scegli di credere in te stesso, perché la fiducia in te stesso è davvero una scelta! Voglio dire, c’è molto di più oltre a questo (di cui ho parlato nell’episodio 125 sulla fiducia in se stessi), ma fare la scelta di credere in te stesso è assolutamente il fondamento per avere un’immagine positiva di sé. Smetti di essere il tuo peggior nemico e diventa invece la tua più grande cheerleader. Ciò non significa che devi prendere dei pompon e iniziare a fare “urrah!” per te stesso (anche se, se ti capita di farlo, sentiti libero di filmarti e inviarmi il video, perché questo porta l’amore per te stesso a un livello completamente nuovo!). Un modo in cui puoi scegliere di credere in te stesso si trova nel prossimo punto, che è…

Riconosci e celebra i tuoi punti di forza, perché tutti sono bravi in qualcosa e quando ti concentri sui tuoi aspetti positivi inizi a costruire una maggiore fiducia in te stesso e tendi a credere di più in te stesso. Ovviamente questo non significa essere perfetto, perché nessuno lo è (e su questo tornerò tra un momento), ma il punto qui riguarda il riconoscere che quando ti concentri sul negativo tenderai a trovare sempre più motivi per cui sentirti così; d’altra parte, quando ti concentri sul positivo, tenderai a trovare sempre più ragioni per sentirti positivo. È un semplice piccolo cambiamento di mentalità (e potrebbe essere che devi farlo consapevolmente più volte al giorno, tutti i giorni, per un bel po’, per iniziare a farlo diventare un’abitudine) ma ti aiuterà a vedere i tuoi lati positivi in modo da poterli celebrare. OK, il mio prossimo punto è…

Riconosci e lavora sulle tue opportunità di sviluppo personale, perché, come ho detto molte (molte!) volte oggi: nessuno di noi è perfetto e la nostra crescita come esseri umani è un viaggio che dura tutta la vita! Mi piace valutare con regolarità alcuni degli aspetti che so di volere o di dover migliorare, sia per lavoro che per la mia vita personale, e poi creare un piano in modo da poter sviluppare le mie capacità o migliorare quell’aspetto della mia personalità poco a poco (e suggerirei di concentrarti solo su un paio di cose alla volta, perché è molto più facile da fare che cercare di lavorare su tutto in una volta… il che rischia di sopraffarti e rendere più difficile la realizzazione di qualsiasi progresso reale). Una buona parte della mia mentalità intorno a questo si basa su una delle mie carriere passate incentrata sulla progettazione e l’erogazione della formazione nel settore aziendale, e infatti ho creato un intero episodio sull’apprendimento (Episodio 144 sulle capacità) che può aiutarti a creare un piano di lavoro che ti permette di sfruttare opportunità di sviluppo un po’ alla volta. OK, il prossimo…

Circondati di persone positive, perché i tipi di persone con cui trascorri la maggior parte del tuo tempo avranno un’influenza diretta sul modo in cui pensi e senti riguardo al mondo e a te stesso. Quando trascorri del tempo con persone positive, gentili e di supporto, è più probabile che tu le accetti e accetti anche te stesso. D’altra parte, le persone negative probabilmente ti trascineranno verso il basso e ti costringeranno a compromettere la tua vera natura per adattarti, oppure potrebbero farti sentire male per ciò che sei e per le tue speranze, sogni e aspirazioni, quindi, scegli di rimuovere le persone e le influenze negative dalla tua vita per essere fedele a te stesso e a ciò di cui hai bisogno nella vita. Ricorda sempre: non puoi cambiare le persone intorno a te, ma puoi cambiare le persone intorno a te. Parlando di altre persone, il mio prossimo punto è…

Smetti di paragonarti agli altri, perché il confronto è davvero il ladro della gioia (ed è qualcosa di cui ho discusso nell’episodio 126 sull’autosabotaggio). Le circostanze della vita di ognuno sono uniche, quindi confrontarsi con gli altri non è solo una perdita di tempo (perché siamo tutti individui unici che non possono essere paragonati), è anche dannoso per il tuo senso di autostima perché distoglie la tua attenzione da ciò che ti rende speciale e prezioso. Ho trattato l’autostima nell’episodio 78 se desideri approfondire l’argomento. OK, proseguiamo con…

Esercitati nell’indipendenza e nella responsabilità, e questo potrebbe sembrare strano, ma ascoltami: quando scegli di essere responsabile per ciò che sei e quando ti assumi la responsabilità delle tue azioni (soprattutto quando hai commesso un errore o fatto qualcosa di offensivo), questo ti rende completamente sincero con gli altri e con te stesso… il che porta a relazioni più sane con gli altri e con te stesso. Credo davvero che l’onestà e l’integrità sono due beni molto preziosi che scarseggiano in questi giorni, e so per esperienza diretta, che quando sei aperto e onesto sulle cose (anche quando quelle “cose” non sono gradevoli o gradite), le persone avranno rispetto della tua onestà… e ti sentirai meglio con te stesso (e, a proposito, ho parlato di responsabilità nell’episodio 16). OK, andiamo avanti con…

Stabilisci aspettative realistiche per te stesso, guarda, idealmente questo suggerimento sarebbe dovuto essere inserito nell’episodio della scorsa settimana sull’autocompassione, episodio 153, ed è un’estensione di quel punto che ho fatto in quell’episodio sulla rivalutazione degli standard che ti sei prefissato, ma Voglio riprendere in modo specifico il punto riguardo le aspettative realistiche, perché così spesso ci aspettiamo di essere delle persone con superpoteri e non solo non è realistico aspettarselo da se stessi, ma non è nemmeno giusto che gli altri se lo aspettino da te. Smettila di pretendere la perfezione da te stesso, perché la perfezione non esiste e ti garantisco che nessuno ti sta giudicando così duramente come ti giudichi tu! Quindi il mio prossimo punto è…

Lascia andare tutto ciò che non ti serve più, perché spesso ci aggrappiamo alle cose perché ci risultano familiari e proviamo un senso di sicurezza e conforto in ciò che è familiare; tuttavia, solo perché qualcosa ti sembra familiare ciò non significa che sia giusto per te o che sia salutare, e non significa nemmeno che sia rilevante o appropriato per chi sei ora e per chi stai diventando. Cresciamo tutti fuori dagli schemi – luoghi, persone, stili di abbigliamento, gusti musicali, la capacità di alzarsi senza gemere (che sembra peggiorare per me ogni anno!) – e il punto qui è che puoi aggrapparti a situazioni o relazioni (o qualsiasi altra cosa) anche se non sono più nel tuo migliore interesse, il che renderà difficile accettare te stesso perché in fondo devi sapere che qualunque cosa sia a non essere più giusta per te, puoi lasciarla andare con grazia e dignità. So che lasciar andare è difficile ed è incredibilmente complicato (e ho parlato di come farlo nell’episodio 32), ma lasciar andare è una parte necessaria della tua evoluzione come essere umano. E parlando di questo, il mio prossimo punto è…

Fai pace con chi sei ora, perché sei in costante crescita, e quindi il te che sei ora sarà sicuramente diverso da te di un anno fa, cinque anni fa, dieci anni fa… quindi onora chi sei ora, il che ti aiuta a rivolgerti a te stesso con maggiore accettazione. Ad esempio, ora sono in grado di ammettere a me stesso e agli altri che sono socialmente imbarazzante. Mi ci è voluto molto tempo per arrivare ad accettare questo fatto su me stesso, perché pensavo che significasse che c’era qualcosa di sbagliato in me, ma è esattamente ciò che sono. La realtà è che puoi mettermi di fronte a un gruppo di 200 persone a presentare, e mi sento incredibilmente a mio agio e anche nel mio habitat, ma se mi metti in una conversazione a tu per tu con qualcuno che non conosco, mi sento così a disagio, che è come se volessi vomitare la mia anima. Piuttosto che combattere costantemente contro quell’aspetto di me stesso e litigare con la realtà dei fatti, ho trovato molto più facile venirmi incontro con grazia e gentilezza, piuttosto che rimproverarmi per non essere qualcun altro. E questo porta al mio prossimo punto…

Concediti il permesso di crescere ed evolvere, perché è possibile che tu possa sentirti in colpa per essere così tollerante con te stesso, o essere preoccupato di poter escludere le persone a cui tieni, ma spero che tu sappia che le persone nella tua vita che ti amano incondizionatamente vorranno che tu continui a crescere e ad evolverti perché è così che trovi soddisfazione a lungo termine. Non è possibile rimanere uguali a come si era a 10, 20, 30 anni fa senza ristagnare e provare risentimento, quindi sentiti libero di crescere continuamente e trasformarti nella migliore versione di te stesso possibile (e ho parlato di come farlo nell’episodio 149 su metamorfosi).

Riepilogo e chiusura

Perché quando si tratta di accettazione di sé e salute mentale, tutto si riduce a questo: l’accettazione di sé è amore per sé stessi, ed è un modo per essere gentili con sé stessi imparando ad essere più comprensivi della nostra natura, oltre ad essere meno autocritici e giudicanti sui difetti che percepiamo di noi stessi. Non sei perfetto, ma di nuovo, nessuno lo è! Quindi, invece di criticarti costantemente, scegli di mostrarti grazia, gentilezza, comprensione e, soprattutto, accettazione incondizionata.

A te la scelta, così come per tutto ciò che riguarda il tuo benessere… quindi, quale scelta farai oggi? 

Ogni settimana mi piace concludere condividendo una citazione sull’argomento della settimana e ti incoraggio a dedicare qualche momento per rifletterci davvero e capire cosa significa per te. La citazione di questa settimana è di Marilyn Monroe, ed è:

“Volere essere qualcun altro è uno spreco della persona che sei.”

Marilyn Monroe

Va bene… per questa settimana è tutto.

La prossima volta parlerò dei genitori. Dopo aver trascorso quattro episodi di fila parlando della tua relazione con te stesso, ora cambierò focus e parlerò di quella che molto probabilmente sarà una delle relazioni più significative che avrai nella tua vita: la tua relazione con il tuo genitori, tutori o tutori primari. Le famiglie hanno forme e dimensioni diverse, e sono le relazioni che abbiamo nella nostra infanzia e adolescenza formativa che servono a plasmare chi siamo e la vita che continuiamo a condurre. Allora come fare a farsi strada attraverso tutti i lati positivi e negativi di quelle relazioni? E come affrontare la natura, in continua evoluzione, del tuo rapporto con queste persone significative mentre invecchiano e mentre cresci anche tu? Bene, la prossima volta parlerò di quali sono le relazioni genitore/figlio (e cosa non sono), perché conoscere la differenza tra una relazione sana e una malata è importante e come gestire la tua relazione da adulto.

Spero che ti unirai a me per quell’episodio che uscirà domenica 13 novembre 2022.

Puoi trovare molti altri consigli pratici sulla salute mentale nel mio libro, Let’s Talk About Mental Health (Volume One) , che è disponibile su Amazon e Apple Books, e visita il mio sito Web all’indirizzo letstalkaboutmentalhealth.com.au dove puoi iscriverti gratuitamente alla mio newsletter Thursday Thoughts per una dose settimanale di ispirazione.

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Grazie mille per esserti unito a me oggi. Prenditi cura di te stesso e fai uno sforzo consapevole per condividere positività e gentilezza nel mondo, perché riavrai ciò che hai messo fuori. Abbi cura di te e alla prossima!

Jeremy 🙂

Let’s Talk About Mental Health è un programma indipendente prodotto con orgoglio da Reconnaissance Media, che ti aiuta a trovare significato e gratitudine. Per ulteriori informazioni, visitare reconnaissancemedia.com

Let’s Talk About Mental Health. © 2022 Jeremy Godwin.

Le informazioni fornite in questo episodio sono di conoscenza generale sull’argomento e non costituiscono un consiglio. Dovresti consultare un medico e/o un professionista della salute mentale se hai problemi con la tua salute mentale e il tuo benessere. Troverai ulteriori informazioni nella pagina Risorse di questo sito web.


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