Por Jeremy Godwin
Cos’è il catastrofismo? Qual è il rapporto tra ansia e catastrofismo? E come fermare il pensiero catastrofico? Ecco di cosa parlo questa settimana qui su… Let’s Talk About Mental Health — il podcast settimanale sulla cura del proprio benessere, con idee semplici da mettere in pratica sin da subito. Quindi, mettiti comodo e parliamo di salute mentale…
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Questo episodio del podcast è stato originariamente rilasciato il 27 novembre 2022.
Ciao e benvenuto all’episodio 157, e grazie mille per esserti unito a me mentre parlo di catastrofismo e salute mentale!
Sono Jeremy Godwin e condivido idee semplici per una migliore salute mentale.
Ho passato la maggior parte del 2010 ad affrontare ansia e soffrire di depressione, arrivando ad un esaurimento nervoso alla fine del 2011, che mi ha portato a voler saperne di più sulla mia salute mentale… così sono tornato a scuola e ho iniziato a studiare psicologia e sociologia, e ora condivido semplici consigli sulla salute mentale su come migliorare il tuo benessere, consigli da parte di qualcuno che capisce davvero cosa vuol dire affrontare le sfide della salute mentale.
Ogni settimana mi soffermo su come migliorare un aspetto specifico del tuo benessere. In questo episodio parlerò di cos’è il catastrofismo (e di cosa non è), perché comprenderlo è importante e come gestirlo in modo sano.
Prima di iniziare, il mio nuovo libro Life Advice That Doesn’t Suck! è ora disponibile su Amazon in formato cartaceo o eBook, o su Apple Books in formato eBook. In questo nuovo libro condivido 365 semplici modi per vivere una vita più soddisfacente in modo che tu possa leggerlo tutto in una volta o sfogliarlo ogni giorno per un anno intero, aiutandoti nel fare piccoli passi (o potresti fare entrambe le cose!). È il regalo perfetto per te o per una persona cara, e puoi trovarlo cliccando sul link in descrizione dell’episodio o visitando il sito letstalkaboutmentalhealth.com.au.
Quindi, detto questo, parliamo di catastrofismo!
Introduzione
Nella favola di Henny Penny, noto anche come Chicken Little, il personaggio è convinto che il cielo cadrà, dopo che una ghianda gli ha colpito la testa, diventandone completamente ossessionato dal dirlo a tutti e a chiunque voglia ascoltarlo; un esempio deliziosamente distorto di come il panico e l’ansia possano sfuggire di mano molto rapidamente, dal momento che un gruppo di altri personaggi viene rapidamente coinvolto nel dramma di tutto ciò (e, nota a margine qui, perché tutte quelle favole e storie per bambini storie così deformate?!).
Di recente sono dovuto andare dal medico per farmi controllare una macchia sul viso, e prima dell’appuntamento (che avevo rimandato per diverse settimane) mi sentivo una fitta allo stomaco e ho iniziato a pensare a tutti gli scenari peggiori possibili. Quando il dottore l’ha controllato, e mi ha detto che andava tutto bene e del che fosse una macchia benigna, l’ho tartassato di domande, perché non ci credevo, al punto che mi mostrò l’ecografia per rassicurarmi. Anche se non penso che la mia reazione sia stata del tutto irragionevole, dato che la macchia aveva cambiato colore un paio di mesi prima, ciò che mi ha colto di sorpresa è stato il mio istinto a saltare direttamente alla peggiore delle opzioni, e allo shock che ho provato nel momento in cui mi è stato detto che non c’era nulla di cui mi sarei dovuto preoccupare (non fraintendetemi, sono entusiasta che fosse tutto ok ma all’epoca non riuscivo davvero a elaborarlo). In parte ciò è dovuto al fatto che ultimamente la mia ansia era alle stelle, tanto che abbiamo concordato che avrei dovuto riprendere i farmaci anti-ansia per la prima volta dopo oltre cinque anni… in realtà, forse sei anni, poco importa, ma ciò per dire che la mia ansia mi stava decisamente impedendo di vedere le cose come avrei dovuto, ed evidentemente si trattava di vero e proprio catastrofismo.
Quindi, oltre ad essere una parola difficile da pronunciare, in cosa consiste questa attitudine? Bene, addentriamoci in alcune definizioni e parliamo di…
Cos’è il catastrofismo?
Di base è la tendenza a pensare che sia più probabile che si presenti lo scenario peggiore, o a credere che una situazione sia di gran lunga peggiore di quanto realmente lo sia.
Secondo PsychCentral, e cito:
“Il catastrofismo implica pensare che accadrà il peggio, in seguito e a causa di azioni o eventi che hai vissuto nella tua vita. [Anche se] considerare le conseguenze di una decisione o di un evento della vita è lecito…ma se ti ritrovi incapace di smettere di pensare al peggior risultato possibile, non importa quanto improbabile, stai catastrofizzando.”.
Trovi l’articolo al link nella trascrizione sul mio sito Web all’indirizzo letstalkaboutmentalhealth.com.au/episodes. [Trova l’articolo qui: https://psychcentral.com/lib/what-is-catastrophizing]
Guarda, tutti noi facciamo pensieri negativi di tanto in tanto… tuttavia alcuni di noi potrebbero rendersi conto che i nostri pensieri fanno parte di in un circolo di negatività, e le nostre menti possono prendere un evento casuale e farne di questo la motivazione del fatto che tutto sta per andare a rotoli; spesso la nostra mente può avere una considerazione di una situazione completamente sproporzionata che, ovviamente, ci fa vivere le cose ancora peggio perché poi finiamo per percepire sempre più negatività!
Il fatto è che, che lo accettiamo oppure no, noi esseri umani tendiamo a pensare in negativo per istinto di autoconservazione; c’è un’intera ambito in psicologia che pone l’enfasi sul cosiddetto bias-negativo che descrive la nostra tendenza non solo a fare più caso al negativo che al positivo, ma anche a soffermarci molto di più su eventi e situazioni negative. Per citare VeryWell Mind:
“Questo fenomeno psicologico spiega perché le prime impressioni negative possono essere così difficili da superare e perché i traumi passati possono avere effetti così persistenti. In quasi tutte le interazioni, è più probabile notare gli aspetti negativi e a ricordarceli in futuro in modo molto più vivida.”
Come esseri umani, tendiamo a:
- Ricordare meglio le esperienze traumatiche di quelle positive.
- Ricordare di più gli insulti rispetto alle lodi.
- Reagire con più forza agli stimoli negativi.
- Pensare alle cose negative più frequentemente di quelle positive.
- Reagire con più forza agli eventi negativi che a quelli positivi.”
Trovi il link nella trascrizione https://www.verywellmind.com/negative-bias-4589618#toc-what-is-the-negativity-bias.
Quel comportamento automatizzato nei confronti del negativo spiega in qualche modo perché continuiamo a sintonizzarci sul canale delle notizie giorno dopo giorno, nonostante si tratti solo di tristi e sventurate notizie, e perché nel corso della storia ci sono state così tante previsioni riguardo la fine del mondo (ad essere onesti, sta succedendo ancora oggi e sono sicuro che ci sono molte persone attualmente rintanate in un bunker in mezzo al nulla in attesa della prossima catastrofe prevista).
Quindi questo mi porta a definire cosa non è il catastrofismo… questo non è un disturbo di salute mentale in sé e per sé; è comunemente associato alla depressione e ai disturbi d’ansia come l’ansia generalizzata (o GAD), il disturbo da stress post-traumatico (o PTSD) e il disturbo ossessivo compulsivo (o DOC), ma non è un vero e proprio tipo di disturbo, poiché è anche comune a persone che vivono dolore cronico catastrofizzando in continuazione la loro esistenza. E poi l’altra cosa che voglio dire qui è che quest’attitudine non combacia sempre con il tuo istinto(e l’istinto è stato l’argomento dell’episodio 156 la scorsa settimana). Quindi, ora parliamo di…
Perché è importante comprendere il catastrofismo
É importante per quel “circolo” di cui ho parlato pochi istanti fa; quando entri in modalità catastrofismo comincerai a pensare continuamente che la possibilità più casuale e remota sia in realtà una certezza, che poi innesca le tue paure e insicurezze, che poi alimenta l’intera catastrofe che ti gira in testa, che poi crea un circolo vizioso di paura e negatività, che inizia a nutrirsi di se stesso, e prima che tu te ne accorga ti ritrovi avvolto nel buio più totale della tua mente, all’erta per la prossima catastrofe in arrivo.
Ora non intendo prendere alla leggera questa tendenza, perché è una situazione seria e so in prima persona quanto può essere terribile (soprattutto perché questo è uno dei miei difetti ogni volta che la mia ansia si fa sentire), ma non eviterò di sottolineare che la maggior parte delle cose da cui ci facciamo prendere dal panico sono completamente e assolutamente ridicole.
Potremmo finire a pensare che le nostre vite intere andranno in frantumi a causa di una precisa conversazione o di un specifico errore che abbiamo commesso, ma la realtà è che non è così; hai più probabilità ricevere una telefonata, mentre stai passeggiando, che ti comunica di essere stato scelto come protagonista in un film per il quale non hai mai fatto il provino e poi che ti casa addosso una cassaforte dall’alto (ripensandoci, qualcuno può spiegarmi il motivo di tutte quelle cassaforti o pianoforti chhe cadevano in testa ai protagonisti dei cartoni animati di quando eravamo piccoli? Mi hanno portato a credere che sarebbe stato un problema che avrei affrontato da adulto, proprio come le sabbie mobili, cosa che non vedo più al di fuori delle maratone di Bugs Bunny!).
Ad ogni modo, il mio punto è che è improbabile che le cose vadano così male come le nostre menti ipernegative e catastrofiche vogliono farci credere che saranno quando siamo agitato o eccessivamente nervosi. Ricorda quello che ho detto prima quando ho sottolineato il concetto di “possibilità contro certezza”; tutto nella vita è possibile , ma le uniche certezze sono la morte, le tasse e il cambiamento (oh, e le star che si rendono sciocche sui social).
Ecco la cosa che voglio davvero che tu porti via da tutto questo: la maggior parte delle tue preoccupazioni non accadrà mai. Spesso trascorriamo così tanto tempo a preoccuparci delle cose che dimentichiamo di fare un passo indietro e di guardare alla reale probabilità che si verifichino o meno; francamente, hai maggiori possibilità di vincere alla lotteria rispetto a vedere avverate tutte le possibilità di cui ti preoccupi! Invece di lasciare che la preoccupazione ti distragga, puoi scegliere di fare caso a quei pensieri e di identificarli. In questo modo ti sarà più facile calmarti (invece di cercare di resistere ai pensieri, cosa che raramente funziona) e potrai semplicemente lasciare che quei pensieri ti passino accanto con facilità. Ricorda: i pensieri non coincidono con la realtà.
Quindi, con tutto questo in mente, ora entriamo nella parte pratica dell’episodio e parliamo di…
Come gestire il catastrofismo in modo sano
prima cosa, fermati e respira, e niente di nuovo in tutto ciò, perché è uno dei consigli più comuni che do, semplicemente perché spesso è il più efficace. Quando sei eccessivamente nervoso devi fare qualcosa per interrompere queste emozioni intense, quindi fermarti per ripristinare la tua concentrazione, questo può fare un’enorme differenza. Non so se conosci questo modo di dire in particolare, ma molti paesi credono nel “stop, drop and roll” quando si tratta di sicurezza antincendio, e mi piace l’idea di utilizzarlo anche in questa situazione: interrompi immediatamente quello che stai facendo, lascia cadere la tua attenzione sul respiro e conta almeno un minuto di respiro consapevole e gentile prima di fare qualsiasi altra cosa. OK, il prossimo…
Contestualizza, perché potrebbe sembrare di avere a che fare con un problema o un errore di proporzioni monumentali, ma ti garantisco che non è la fine del mondo e aggiungerei anche che, con molta probabilità, non ti ricorderai di questo momento tra cinque mesi, figurati tra cinque anni. Come ho detto prima, tendiamo a considerare lo scenario peggiore delle cose, eppure quando fai un passo indietro e guardi le cose in relazione al quadro generale, ti renderai conto che non è così male quanto immagini. Un modo per aiutarti a mettere in pratica questo consiglio è seguendo il mio prossimo consiglio, ovvero…
Metti ciò che ti turba per iscritto, e questo è un altro di cui parlo molto, e lo faccio perché quel tipo di ansia e nervosismo gira e rigira nella tua testa a meno che tu non la lasci uscire; voglio dire, se ci pensi l’energia deve andare da qualche parte, quindi o la lasci rimanere nella tua mente a girare e rigirare sempre più velocemente rendendoti sempre più ansioso e nervoso, oppure la lasci uscire scrivendo ciò che ti rende così (e quando dico “scrivendo” intendo effettivamente scrivere, con carta e penna, perché ciò ti consente di incanalare fisicamente quell’energia da qualche parte piuttosto che lasciarla intrappolata dentro di te). OK, il prossimo…
Azione ritardata, perché potresti essere tentato di agire in base alle tue paure o insicurezze, o ad affrontare un problema per cercare di risolvere la situazione, ma dato che probabilmente ti sentirai emotivamente coinvolto (poiché è ciò che tende ad accadere quando siamo catastrofici, dal momento che siamo concentrati sullo scenario peggiore), questo non è sicuramente il momento migliore in cui provare ad agire, perché sarai guidato da pura emozione ed è molto improbabile che includa qualsiasi tipo di processo decisionale logico o razionale . Le emozioni sono importanti e svolgono un ruolo importante nelle nostre vite, ma quando prendiamo decisioni basate esclusivamente sulle emozioni, non siamo in grado di pensare al quadro più ampio o alle potenziali conseguenze delle nostre scelte, quindi, le cose possono finire per diventare un grande macello! Parte del punto precedente dello scrivere le cose è quello di toglierti le emozioni dalla testa, ma anche di concederti il tempo per poi fare un passo indietro e ritardare l’esecuzione di qualsiasi azione, finché non hai avuto la possibilità di pensare alle cose in modo più razionale; questo ti farà guadagnare un po’ di tempo e aiuterà le tue emozioni a calmarsi prima di andare oltre. E parlando dei prossimi passi, il mio prossimo punto è…
Valuta obiettivamente le tue paure, quindi, una volta che ti senti più calmo, è tempo di essere un po’ obiettivi. Dai un’occhiata a ciascuno dei tuoi pensieri catastrofici e chiediti: “Quanto è probabile che accada davvero?” Come ho detto prima, tutto è possibile, ma c’è un’enorme differenza tra ciò che è possibile e ciò che è probabile; ovviamente è possibile che io possa vincere un Grammy, ma dal momento che non so azzeccare una nota, è altamente improbabile, a meno che l’intera popolazione non sia diventata sorda! Potresti anche trovare utile sfidare attivamente le tue paure considerando opzioni o possibilità alternative; per esempio, il pensiero catastrofico potrebbe essere che tutto andrà storto e fallirai completamente, ma cosa accadrebbe se tutto andasse bene e tu ci riuscissi? Identificando possibili risultati alternativi e immaginando come sarebbero e come sarebbero, stai deliberatamente distogliendo l’attenzione dai pensieri catastrofici e rivolgendo la tua attenzione ad altre cose. OK, il prossimo…
Parlane, e questo è simile al mio punto precedente sullo scriverlo per buttarlo fuori, ma lo aggiungo semplicemente come opzione alternativa per ricordarti che a volte abbiamo solo bisogno di parlare con qualcuno e a volte abbiamo solo bisogno di toglierci qualche sassolino dalla scarpa, per nessun altro motivo se non il voler essere visto e ascoltato come un essere umano. Le persone che ti amano e che ti supportano non ti ridicolizzeranno per avere paure e insicurezze; le persone che ti amano sinceramente saranno gentili e solidali e ti aiuteranno a trovare soluzioni invece di permetterti di soffermarti sui problemi (ed è esattamente ciò di cui hai bisogno quando sei in una situazione di questo tipo, perché è trovando soluzioni che iniziamo a lasciare la presa). E questo porta al mio prossimo punto…
Pensa al consiglio che daresti ad un caro amico, sono sicuro che ti sei trovato nella situazione di dover parlare con un caro amico a causa di un problema che sta affrontando, o di essere comprensivo mentre affronta una crisi, e in quel caso sei in grado di tirare fuori suggerimenti che sono radicati nella gentilezza, nel supporto e nella comprensione… allora perché è così difficile farlo anche con te stesso?! Voglio che pensi a che tipo di consiglio o guida potresti offrire a un amico che sta affrontando qualcosa di simile a quello che stai attraversando, e poi dai quel consiglio a te stesso in modo da poterlo applicare alla tua situazione. Va bene, quindi il mio prossimo punto è…
Ricordati dei tuoi successi passati: conosci quel post che sembra farsi strada su Internet una volta ogni poche settimane, o giù di lì, che dice che sei sopravvissuto al 100% dei tuoi giorni peggiori finora? Potrebbe essere un po’ smielato ma è vero; hai davvero superato tutte le tue sfide passate e quindi, sulla base di quelle certezze, è molto probabile che supererai quella attuale; non sono un vero giocatore d’azzardo, a parte lo strano biglietto della lotteria, ma suona come una scommessa sicura su cui scommetterei soldi! Guarda, il pensiero catastrofico è un meccanismo di autoprotezione, e non è nient’altro che la tua mente che cerca di assicurarti di sopravvivere; sulla base del fatto che prove chiare e obiettive dimostrano che sei sopravvissuto a problemi precedenti, ricordare a te stesso questo fatto e i tuoi precedenti successi ti aiuterà a ricordarti della tua capacità di riuscire a sopravvivere anche a questo. OK, quindi il mio prossimo punto è…
Concentrati sulle soluzioni, perché sia che cerchi problemi o soluzioni, trovi ciò che stai cercando. In ogni situazione in cui ti trovi bloccato, sarà incredibilmente utile concentrare la tua attenzione su possibili soluzioni a un problema, perché ciò creerà un focus più positivo e ti aiuterà anche a trovare un modo per andare avanti alla ricerca di opportunità (e ho parlato di opportunità nell’episodio 119). Come si fa a farlo? Bene, questo è ciò che riguarda il mio prossimo punto ed è…
Guarda cosa è sotto il tuo diretto controllo, perché molte delle cose di cui ci preoccupiamo sono completamente al di fuori del nostro controllo, e quindi nessuna quantità di stress su di esse, o pensiero catastrofico, cambierà mai questo dato di fatto; hai il controllo diretto su ciò che fai e dici, così come su ciò che scegli di fare con le tue emozioni, e basta. Punto! Puoi assolutamente influenzare gli eventi esterni e altre persone (e ti incoraggio vivamente a farlo, soprattutto quando è correlato a cause importanti che riguardano tutti noi), ma poiché non hai il controllo diretto su ciò che accade o non accade, devi fare pace con la realtà e smetterla di porre la tua attenzione su ciò che non puoi controllare. Ho parlato del controllo nell’episodio 48 se desideri esplorare ulteriormente questo aspetto, inoltre potresti trovare utile anche l’episodio 135, sulle scelte. OK, il prossimo…
Fai un passo alla volta, perché una delle maggiori sfide dell’essere in uno spazio mentale focalizzato sui problemi è che può essere difficile scomporre i problemi uno ad uno piuttosto che vedere un’intera montagna; in altre parole, il problema può sembrare così opprimente che potrebbe sembrare praticamente impossibile trovare una via d’uscita. Invece di cercare di sistemare tutto in una volta, o sentire che devi avere tutte le risposte immediatamente, elabora un piano su ciò che deve essere fatto, scomponi il piano nei minimi dettagli e concentrati sul fare un passo alla volta. Ti aiuterà a ridurre il senso di sopraffazione (perché se stai cercando di concentrarti sull’intero problema o problema tutto in una volta, probabilmente ti sembrerà abbastanza grande e difficile da affrontare) e ti aiuta anche a fare progressi a un ritmo più calmo e ponderato. A proposito, questo è uno di quei consigli che si applicano praticamente a qualsiasi cosa; quando ti concentri semplicemente sul fare le cose un passo alla volta, e un giorno alla volta, sarà molto meno opprimente per te dover affrontare qualsiasi cosa nella tua vita (e ho parlato di sopraffare nell’episodio 147 se desideri esplorare ulteriormente quell’argomento). Va bene il prossimo…
Dai un nome ai tuoi pensieri, e questa è una tecnica che ti aiuta davvero a osservare i tuoi pensieri in modo più obiettivo per guardarli in modo razionale e distaccato. Ad esempio, potresti dire a te stesso “Mi sento spaventato” o “Mi sento preoccupato in questo momento”, e questo può quindi guidarti attraverso un processo razionale per identificare il motivo per cui ti senti spaventato o preoccupato. Ricorda solo che i processi di pensiero catastrofici sono un meccanismo di autoprotezione, quindi invece di cercare di resistere, cosa molto improbabile che funzioni, seguilo nel senso di etichettare il pensiero e ringraziare il tuo cervello per aver cercato di proteggerti, e poi assicura la tua mente di essere al sicuro e di avere tutto sotto controllo. Ho parlato dei pensieri nell’episodio 123 se desideri approfondire questo argomento, ma in generale questo sembra un buon pretesto per ricordarti ancora una volta che i pensieri non sono fatti (e, già che ci sono, lascia che ti ricordo che non puoi prevedere con precisione il futuro – nessuno può – e quindi la probabilità che le tue paure si trasformino in realtà è così bassa che c’è una maggiore possibilità che gli unicorni volino nel cielo e che facciano una tripla capriola!). OK, il prossimo…
Prenditi una pausa se ti senti sopraffatto, perché a volte hai solo bisogno di una pausa, quindi prendine una se ne hai bisogno! In pochissime situazioni ti ritroverai a dover prendere una decisione sul momento, quindi prenditi qualche ora o anche un giorno o due interi prima di tornare e guardare il problema con occhi nuovi; così facendo di solito le tue emozioni avranno il tempo di calmarsi, il che ti farà sentire più calmo.
OK, quindi ora ecco alcuni suggerimenti rapidi di cose su cui puoi concentrarti per gestire in modo proattivo la tua mentalità e ridurre la probabilità di finire in uno spazio mentale catastrofista (perché prevenire è sempre meglio che curare!):
- Costruisci la tua autocompassione, perché più gentile e comprensivo sei verso te stesso, più è probabile che sarai in grado di vedere i problemi in un modo più calmo (e ho parlato di autocompassione nell’episodio 153)
- Quindi, pratica la consapevolezza, perché ti aiuta a radicarti, anche con pochi minuti al giorno, e ti insegna come osservare i tuoi pensieri, di cui ho parlato prima (e ho trattato la consapevolezza nell’episodio 42)
- Quindi, sii consapevolmente presente, perché molte delle nostre preoccupazioni e paure sono focalizzate sul futuro o su eventi passati, ma la vita viene vissuta qui e ora, quindi rivolgere la tua attenzione al presente ti aiuta a trovare maggiore calma e pace mentale (e Ho spiegato come essere più presenti nell’episodio 83)
- Quindi, dedica del tempo regolare alle preoccupazioni se ne hai bisogno, perché se sei incline a preoccuparti, concediti un po’ di tempo regolarmente per concentrarti su di esso (ad esempio, scrivendolo), ma limitarti a quel tempo può aiutare a contenere il tuo modo di pensare e darti un maggiore senso di autocontrollo (e ho parlato della preoccupazione nell’episodio 95 e dell’autocontrollo nell’episodio 133)
- Quindi, diario quotidiano, perché è un ottimo modo per esprimere i tuoi pensieri (e come ho detto prima, tirarlo fuori è meglio che lasciare che quel tipo di preoccupazioni o paure ti girino per la testa!), quindi dedica qualche minuto ogni giorno facendo un dump del cervello di ciò che hai in mente della giornata per lasciare andare
- E poi il mio prossimo consiglio è cercare cure e supporto continuo, e questo te lo raccomando se sei incline a pensieri catastrofici; come ho detto prima, il catastrofismo è comunemente associata a una serie di condizioni di salute mentale, quindi è meglio lavorare con il tuo medico e un professionista della salute mentale per gestire la tua situazione. Questo tipo di condizioni ha la tendenza a degenerare molto rapidamente se non viene affrontato, quindi, ricorda che non devi affrontare momenti difficili da solo e nemmeno dovresti.
Riepilogo e chiusura
Perché quando si tratta di catastrofismo e salute mentale, tutto si riduce a questo: a volte le nostre menti possono fissarsi sullo scenario peggiore, oppure possono concentrarsi su possibili futuri che siamo convinti accadranno, ma c’è un’enorme differenza tra possibile e probabile. Il pensiero catastrofico si concentra su ciò che riteniamo sia più probabile che accada, tuttavia, è solo una delle infinite possibilità e il fatto è che non puoi prevedere con precisione il futuro, la logica (e l’esperienza passata) suggerisce che è molto improbabile che quel futuro accada, piuttosto rivela le tue paure e le tue insicurezze. Invece di lasciarti travolgere dai pensieri negativi, concentrati invece sul positivo e cerca soluzioni che ti aiutino ad andare avanti.
A te la scelta, così come per tutto ciò che riguarda il tuo benessere… quindi, quale scelta farai oggi?
Ogni settimana mi piace concludere condividendo una citazione sull’argomento della settimana e ti incoraggio a dedicare qualche momento per rifletterci davvero e considerare cosa significa per te.
Di questa settimana è di Rudyard Kipling, ed è:
“Di tutti i bugiardi del mondo, a volte, le peggiori sono le tue stesse paure.”
Rudyard Kipling
Va bene… per questa settimana è tutto.
La prossima volta parlerò di perdita di controllo. È nella natura umana volersi sentire come se avessimo il controllo totale delle nostre vite e del nostro destino, eppure spesso la realtà è che le cose che accadono a noi e intorno a noi sono completamente fuori dal nostro controllo. Quindi, come affronti una perdita di controllo? Bene, la prossima volta parlerò di cos’è la perdita di controllo (e di cosa non lo è), perché è importante affrontarla in modo ponderato e come gestire una perdita di controllo in modo ponderato.
Spero che ti unirai a me per quell’episodio che uscirà domenica 4 dicembre 2022.
Troverai molti altri consigli pratici sulla salute mentale nel mio libro, Let’s Talk About Mental Health (Volume One) e nel mio nuovo libro Life Advice That Doesn’t Suck!, che sono entrambi disponibili su Amazon e Apple Books, e visita il mio sito Web all’indirizzo letstalkaboutmentalhealth.com.au per iscriverti alla mia newsletter gratuita Thursday Thoughts per una dose settimanale di ispirazione.
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Grazie mille per esserti unito a me oggi. Prenditi cura di te stesso e fai uno sforzo consapevole per condividere positività e gentilezza nel mondo, perché riavrai ciò che hai messo fuori. Abbi cura di te e alla prossima!
Jeremy 🙂
Let’s Talk About Mental Health è un programma indipendente prodotto con orgoglio da Reconnaissance Media, che ti aiuta a trovare significato e gratitudine. Per ulteriori informazioni, visitare reconnaissancemedia.com
Let’s Talk About Mental Health. © 2022 Jeremy Godwin.
Le informazioni fornite in questo episodio sono di conoscenza generale sull’argomento e non costituiscono un consiglio. Dovresti consultare un medico e/o un professionista della salute mentale se hai problemi con la tua salute mentale e il tuo benessere. Troverai ulteriori informazioni nella pagina Risorse di questo sito web.
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